Tragici a pezzi



Tragicomica parabola di un messaggero, di classica reminiscenza (anche se ho fatto lo scientifico) di e con Omar Nedjari | costumi e scene di Marina Conti | produzione ATIR Teatro Ringhiera foto Serena Serrani

Ogni tragedia greca degna di questo nome ha almeno un messaggero, che arriva solo quando sono tutti morti… O ciechi… O pazzi. Un monito a chi crede che il ritardo non sia una tragedia. Non ha nome: a volte è solo messaggero, se gli va bene è l’Araldo, se gli va di lusso è “araldo di Creonte”. Se invece è sfortunato è “secondo messaggero” e finisce che il messaggio l’hanno già consegnato… “Non puoi scrivere una tragedia senza messaggero!” diceva spesso Aristotele ad Alessandro Magno, che riuscì a conquistare la Grecia proprio perché nessuno li aveva avvertiti. Eppure il messaggero con la notizia dell’arrivo degli invasori era arrivato in tempo! Avrebbe potuto avvertire la città, la Grecia intera… Ma tradizione vuole che il messaggio debba essere preceduto dal racconto dei fatti e fedele alla tradizione il messaggero iniziò dalla partenza di Agamennone per Troia… Questa è la sua storia. Un viaggio paradossale nella storia della Grecia e della sua letteratura drammatica, dalla Tragedia alla Commedia, per scoprire i retroscena dei nostri miti, gli ultimi gossip sui personaggi famosi del tempo, nell’attesa che l’invasore ci conquisti…




Genere
TEATRO Contemporaneo Prosa
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