Diplomato in pianoforte al Conservatorio Cesare Pollini di Padova con la votazione di dieci e lode e menzione di merito.

Laureato in Musicologia all'Università di Padova con una tesi che analizza il rapporto tra cinema e colonne sonore minimaliste con punteggio di 110 e lode.

Ha conseguito il diploma di biennio accademico di secondo livello con la votazione di 110 e lode.

Ha studiato con pianisti affermati a livello internazionale, tra cui Alexander Madzar, Wolfram SchmittLeonardy, e Benedetto Lupo.

E' stato premiato in vari concorsi pianistici nazionali e internazionali, tra i quali il primo e unico premio assoluto assegnato nella categoria più avanzata al Concorso Internazionale “Andrea Baldi" nell'edizione 2013.

Ha suonato in qualità di solista per enti concertistici di prestigio internazionale come Amici della musica di Padova, Società Veneziana dei Concerti (Teatro la Fenice), Amici della musica di Ferrara, Serate Musicali di Milano, Teatro Comunale di Vicenza, l'associazione ItaloTedesca di Venezia nell'ambito del festival musicale ArtNight.

E' anche attivo nel campo della composizione di colonne sonore per film, documentari e teatro. Nel 2013 ha composto le musiche per il filmcorto "La lezione del Maestro", diretto da Diego D. Dimattia, selezionato al concorso cinematografico "David di Donatello" edizione 2013 e alla “Venice Film Meeting”, nel corso delle giornate della Biennale Cinema 2013.

E' stato premiato in vari concorsi internazionali di composizione e ha presentato alcuni suoi lavori alla Conferenza Mondiale del Pianoforte tenutasi a Novi Sad (Serbia) nel Luglio 2015, dopo aver vinto, nel contesto del concorso omonimo di composizione, l'unico e il più alto riconoscimento assegnato quell'anno. 

Alcune sue composizioni per pianoforte, per due pianoforti, e alcuni lavori per orchestra e coro sono stati recentemente pubblicati dall'editore Armelin-Zanibon di Padova.

Ha inoltre pubblicato con la casa discografica Velut Luna un album di composizioni originali per pianoforte. Nel Luglio del 2018 è stata messa in scena una sua opera per coro e orchestra in memoria delle vittime della Prima Guerra Mondiale nell’ambito del Festival Carrarese di Padova, con la direzione del maestro Maffeo Scarpis , e l’orchestra Città di Ferrara.

E’ anche attivo in ambito letterario: nel 2019 è uscita presso l’editore Armelin di Padova una sua raccolta di poesie intitolata “Non è più tempo di amare”. In ambito musicologico sono state recentemente pubblicate per l'editore Casadeilibri due monografie sul minimalismo musicale.

 

DICONO...

Pianista e compositore, sebbene ancora giovane, Giulio Andreetta si è fatto già un nome nel panorama della musica colta attuale per via di una scrittura compositiva raffinata e vicina a un certo minimalismo, come viene testimoniato in questi Tre Pezzi Brevi in cui condensa un timbro e un eloquio melodico mai fine a se stesso. La dimensione contemplativa del Lento introduce l’ascoltatore al mutamento ritmico dell’Andante che dipana un tema cristallino, il quale esplode nel Prestissimo, ricco di spunti virtuosistici.

 

Da “Audiophile sound”, rivista nazionale di musica.

Autore: Andrea Bedetti, musicologo, critico musicale e filosofo della musica, docente di Filosofia ed Estetica della Musica presso l'UniTre di Milano.

 

 

Giulio Andreetta, pianista, compositore, figura di giovane intellettuale veneto dalla sensibilità particolarmente preziosa. Le sue performances [...] assumono sempre un particolare carisma [...] per lo spettatore/ascoltatore. Non solo per l'eccelsa maestria con la tastiera ma anche per l'approccio che rende spiccatamente viva ogni sua lettura di un'opera musicale [...]

 

dalla Prefazione alla raccolta poetica “Non è più tempo di amare”. Autore: Luca Mantovanelli, critico musicale, saggista e giornalista.

 

E la filosofia heideggeriana ce ne ha dato una plausibile, convincente quanto avvincente, risposta. Giulio ce la dà da poeta che, con immediatezza e franchezza, ha messo le “mani in pasta”: la stessa “pasta” il cui lievito è lo stesso di un Rilke, il poeta eletto da Heidegger a modello esemplare.Perché la poesia rilkiana affonda le radici laddove “la morte si ritrae nell’enigmatico” e “il mistero del dolore resta velato”. Ma sono convinto che la stessa cosa possa essere fatta valere per la raccolta del nostro esordiente poeta, in cui similmente “dolore, morte e amore si raccolgono” in una sintesi poetica sorprendentemente matura e linguisticamente calzante.

 

Autore: Livio Billo, poeta, pittore e docente di Storia dell’arte all’Università di Padova.

 

Mentre Andreetta suonava il primo pezzo in programma sembrava che Schubert prendesse consistenza [...] come personaggio, perché abbiamo udito un'esecuzione dove l'inquietudine schubertiana tanto descritta dai musicologi, si faceva materia, suono, consistenza. [...] Per Chopin, Andreetta ha scherzato sullo Scherzo, con repentine accelerazioni e veementi rinforzi dinamici alternati ad attimi di un lirismo sognante e delicato come se la punta delle sue dita fossero, in quei momenti, la leggerezza e la trasparenza fatta musica.

 

Da “La Nuova Ferrara”

Autore: Athos Tromboni, giornalista, critico musicale, musicologo.

 


Genere
MUSICA classica

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