LA COMPAGNIA DEL LOTO di TEATRIMOLISANI soc. coop.

Riconosciuta dal 2015 dal FUS/MIBACT compagnia d’Innovazione e sperimentazione - la Compagnia del LOTO nasce per volontà di Stefano Sabelli, che ne è il Direttore artistico, come Compagnia Stabile del Libero Opificio Teatrale Occidentale, o Teatro del LOTO.

Divenuto presto avamposto, per il Molise e Centro Sud, di un Teatro d’Arte e Ricerca Il LOTO è stato realizzato nel Borgo in pietra di Ferrazzano - suggestivo belvedere artistico di Campobasso, in Molise - per volontà dello stesso attore e regista molisano, che l’ha ideato e progettato, ristrutturando un complesso preesistente, attraverso una fusione di architetture e arredi orientali e occidentali. Un complesso teatrale, unico - che accoglie in sé rimandi di teatri di ogni epoca e latitudine - che molti, fra artisti e operatori, oggi considerano come “il più bel piccolo Teatro d’Italia” . 

Già la scelta del nome, quella del fiore simbolo della filosofia orientale, qui però declinato come acronimo di Libero Opifico Teatrale Occidentale, il Teatro del LOTO si è da subito voluto proporre come luogo d'incontro di culture diverse e lontane. 

La Compagnia, oltre a collaborare ormai con artisti e teatri in Italia e in Europa, si è anche giovata dell’Istituzione presso la sua sede della SPAS, Scuola Propedeutica d’Arte Scenica, un prezioso laboratorio artistico e umano che ha fatto da catalizzatore per i migliori talenti molisani.  Giovani attori che, lì inizialmente formatisi, si sono poi magari diplomati all’Accademia Naz. d’Arte Drammatica “S. D’Amico” o al Centro Sperimentale di Cinematografia, come pure alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano o alla Galante Garrone a Bologna.

Oltre 20 i titoli già prodotti o coprodotti, con diverse regie di Stefano Sabelli e spettacoli sempre più diffusi sia in ambito nazionale che internazionale. Fra questi:

Tamburi di Guerra, originale musical percussivo con l’ensemble Percussioni Ketoniche, (creato per Asti Teatro nel 2000 è stato ripreso per diverse stagioni, anche nei Teatri di Pietra come: Anfiteatro romano di Santa Maria Capua Vetere, Maschio Angioino a Napoli, Teatro Sannitico di Pietrabbondante, Teatro romano degli scavi archeologici di Sepino, in Molise);

il trittico shakespeariano con due produzioni itineranti, Romeo & Juliet (ambientato in una Litle Italy, anni ‘30 nell’Età del Jazz) e Sogno di una notte di mezza estate (con musiche live dei Beatles e rimandi alla swinging’ London degli anni ’60), e poi Amleto, riscritto in una particolare versione orientale, con scene e costumi ispirati al Kabuki.

Più recenti sono Le Petit Magic Circus, sul mondo del Circo e L’Autodafé del Camminante, sulla vicenda giudiziaria che coinvolse Arturo Giovannitti, poeta e sindacalista italoamericano, fra i promotori nel 1912 del Bread and Roses’s Strike. Uno Spettacolo che, in concomitanza con le celebrazioni del Centenario dello Sciopero più famoso d’America, nel 2012, è stato invitato negli USA per un Tour di 10 repliche, con 2 Simposi dedicati, in 4 Stati del Nord Est.

Dal 2015, col riconoscimento del FUS, la Compagnia ha affrontato con rinnovato slancio nuove sfide produttive, con la volontà di proporre spettacoli che, fra tradizione e innovazione, sapessero sempre più imporsi su un terreno di Teatro d’Arte.

Un nuovo corso, inaugurato da Saul di Alfieri, che con i suoi endecasillabi mancava dai palcoscenici italiani da 35 anni, di cui, sono state realizzate oltre 50 repliche, in diverse regioni italiane, da Asti a Lecce, passando pure per Roma e Napoli.

Ad Asti Teatro 38, nel 2016, ha poi debuttato, La Locandiera, o l’arte di vincere di Goldoni, con protagonista Silvia Gallerano, in una versione neorealista, ambientata nel Delta del Po negli anni ‘50, che è stata ripresa con successo per due Stagioni, dapprima in versione estiva, al Vimercate Teatro Festival 2017, e poi entrando nelle programmazioni invernali di alcuni dei più importanti Teatri di città, come Napoli, Milano, Roma, Firenze.

Sempre nel 2016, ha pure debuttato Re Lear -con l’ultima traduzione shakespeariana realizzata da Alessandro Serpieri- proposto in una versione balcanica e tribale, oltre che itinerante, nel magnifico sito archeologico di Sepino, nell’ambito della rassegna, Shakespirando 2016.

A luglio 2017, hanno infine debuttato al Napoli Teatro Festival e il Festival Off d’Avignon L’Artista incompresa, monologo performance sull’arte contemporanea di Antonella Stefanucci e, in coproduzione con Laboratoire Octogone di Parigi, L’Hiver de la Cigale di Pietro Pizzuti che Mariacristina Mastrangeli proporrà anche in versione italiana, nel 2018.

Grande supporto la Compagnia del LOTO ha inoltre dato nella produzione di opere inedite di giovani autori e registi come: Riccardo Ricciardi, Azzurra De Gregorio, Ilario Grieco, Davide Sacco.

In particolare con Davide Sacco è nata una collaborazione, iniziata con la coproduzione di Buongiorno a te Macbeth -debutto a Quartieri dell’Arte a Viterbo, a settembre 2016- a cui ha fatto poi seguito la produzione, nel 2018, del Moby Dick, tratto da Melville. Una riscrittura del giovane regista napoletano, interpretata da Stefano Sabelli e Gianmarco Saurino, con musiche originali composte ed eseguite dal vivo da Giuseppe Spedino Moffa, che dopo il debutto ad Asti Teatro 40, a fine giugno, inaugurerà a luglio il Calatafimi Segesta Festival 2018, al Teatro antico di Segesta, passando anche per il Progetto Lunga Vita a Roma, presso l’Accademia Nazionale di Danza all’Aventino, e successivamente a Molisecinema, a Casacalenda CB, e ad agosto al Diacetum Festival 2018, a Pelago FI, in Toscana.

 

 STEFANO SABELLI - direttore artistico del Teatro del LOTO

Nato a Campobasso, si diploma nel 1977 come attore all’Accademia nazionale d'arte drammatica. Suoi maestri alla “Silvio D’Amico” Orazio Costa, Andrea Camilleri, Marise Flash. Nell‘81, trascorre un anno a Los Angeles al Lee Strasberg Theatre Institute dove studia Il Metodocon Dominick De Fazio, Mark Marno, Susan Perez.

Ha scritto, diretto e interpretato opere di teatro, film e canzoni; creato scenografie, mosaici e architetture permanenti. In cinema esordisce giovanissimo nel film l'infermiera, con Ursula Andress, cui seguono diverse altre pellicole come Blues metropolitano, Il camorristaProfumo, Hornsby e Rodriguez, Bell’E Poker. Nel 2013 è Onofrio, cugino di Checco Zalone nel film campione d'incassi Sole a catinelleNel 2017, è interprete di La bambina sintetica di Karole Di Tommaso, di prossima uscita.

In Teatro, ha firmato molte delle produzioni realizzate dal Teatro del LOTO di Teatrimolisani realizzando spesso anche le scenografie dei suoi spettacoli. 

Negli ultimi venti anni ha alternato l’attività artistica a quella di manager culturale, capace di promuovere rassegne e eventi originali e di successo, producendo molte delle più innovative manifestazioni culturali molisane degli ultimi anni. Già direttore artistico del Teatro Savoia a Campobasso, come pure del Vasto Film Fest 2015, nel 2007, dopo una ristrutturazione durata 3 anni, avviata anche con fondi POR, da un suo progetto,  inaugura con Teatrimolisani soc. coop., nel borgo in pietra di Ferrazzano, a ridosso di Campobasso, il Teatro del LOTO, che molti operatori considerano "il più bel piccolo Teatro d'Italia" diventandone da subito il Direttore artistico. 

Nel recente passato, in Teatro, si è dedicato all’interpretazione di grandi personaggi border-line segnati, nella senilità, da una follia latente, disvelatrice però dell’irrefrenabile desiderio di continuare a sfidarsi e andare, fino alla fine, oltre i propri limiti. Dopo aver così dato voce e corpo a Saul di Vittorio alfieri e Re Lear di Shakespeare, con la traduzione di Alessandro Serpieri, debutta ad asti Teatro 40, con Moby Dick la bestia dentro, che Davide Sacco ha tratto dall'opera di Melville. Con Achab, chiude un cerchio di “grandi vecchi” che trovano espressione comune nella forte ed estrema fisicità di queste interpretazioni, ancor più esasperata nel personaggio creato da Melville, dalla zoppia evidente del Capitano della Peaquod.


Genere
TEATRO

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